Università degli Studi di SienaUniversity of Toronto
fondato il 26 Aprile 1991 come Centro di Coordinamento delle Attività di Ricerca Toronto-Siena (C.C.A.R.T.S.) 

Il Centro


 

 



La nuova sede

La nuova sede del Centro Siena-Toronto è, dal 1999, nel Palazzo Piccolomini Clementini in Banchi di Sotto 81, in pieno centro storico, a due passi da Piazza del Campo e dal Rettorato dell’Università. II bell’edificio, recentemente restaurato, merita di essere ricordato per 1’architettura in stile gotico del secolo XIV e per le decorazioni a chiaroscuro sotto gli archetti pensili del coronamento merlato con figure monocrome attribuite al Capanna.

Lo slargo della strada è comunemente chiamato dai senesi "Logge del Papa", per la presenza di tre eleganti arcate rinascimentali sorrette da colonne con capitelli corinzi, rappresentanti la bella porta d'ingresso al territorio della Contrada del Leocorno. Il monumentale edificio, detto anche Loggia Piccolomini o di Pio II, fu fatto costruire nel 1462 – come attesta 1’iscrizione al di sopra delle tre arcate – da papa PIUS II PONT. MAX., che lo dedicò GENTILIBUS SUIS PICCOLOMINEIS, cioè Ai membri della sua stessa stirpe Piccolomini. La costruzione si deve ad Antonio Federighi.

La loggia è un edificio, o parte di edificio, avente la caratteristica di comunicare con 1’esterno su uno o più lati mediante aperture riunite in modo da formare una serie di colonnati o di arcate. Le logge furono destinate fin dall'antichità classica ad usa pubblico, sia come luoghi di riunione o di commercio, sia come edifici decorativi e monumentali. Nell’antica Grecia fiancheggiavano le vie e le piazze principali; nella vita delle città medioevali, invece, le logge pubbliche divennero ambienti per riunioni politiche e commerciali, tanto che il termine stesso, loggia, assurse anche a simbolo di riunione. Nel medioevo e nei secoli successivi le logge furono costruite come edifici graziosi e adorni ed assunsero il nome o dalle corporazioni a cui appartenevano, come la Loggia dei Mercanti, oppure dai donatori, come la stessa Loggia di Pio II. L’importanza di tali edifici nella vita cittadina, e quindi la cura che fu messa nel loro abbellimento, ne fecero espressioni ammirevoli dell’arte del tempo.

Le Logge del Papa furono utilizzate per pomposi conviti in occasione di sponsali di membri della famiglia Piccolomini e, nel secolo XVII, come luogo di pubblico convegno. Ricorda Girolamo Gigli che ai suoi tempi era consuetudine dei laureandi dello Studium Urbis discutere le tesi sotto le monumentali arcate della Loggia di Pio II. Oggi restano come simbolo di un’architettura puramente decorativa e nepotistica, espressione di un’epoca in cui si voleva privilegiare la propria stirpe.

L’edificio apre le tre arcate sull’angolo di una piazza di forma quasi triangolare e leggermente in pendenza che ha il nome di Logge del Papa, senza altro termine di identificazione territoriale, come piazza o via, che pure ebbe in passato. L’attuale denominazione venne adottata nel 1931, riprendendo 1’antico appellativo popolare di Costarella delle Logge, che era stato cancellato nel 1871, allorché gli amministratori senesi avevano preferito la dizione Piazza Piccolomini.

In effetti il toponimo aveva una sua motivazione, in quanto tutti gli edifici intorno alla piazza appartenevano, od erano appartenuti, ai Piccolomini. Nel Terzo di S.Martino – fa notare il Gigli – nei secoli XVI e XVII abitavano ben trentasei famiglie discendenti da tale ceppo. Anche nel Trecento e nel Quattrocento i Piccolomini furono assai numerosi e, per meglio distinguersi, presero a chiamarsi con nomi desunti o da un castello da essi posseduto, o da un importante antenato. Si ebbero cosi i Piccolomini Alamanni, Salomoneschi, Montoni, Guglielmi, Mandoli, Spinelli della Triana, Todeschini, Clementini, di Castiglioncello, di Modanella, di Aragona, eccetera, e furono ripartiti per Terzi e per Monti.

L’esponente più illustre fu il già ricordato pontefice Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini (1405-’64), umanista, letterato e protettore delle arti. Questi fece ricostruire la sua città natale, Corsignano, a cui impose, dal proprio, il nome di Pienza. Ancora ricordato a Trieste come vescovo della città (un suo busto marmoreo ed una lapide lo ricordano sulla facciata di S. Giusto), come pontefice assunse una decisa posizione a difesa dell’autorità papale; elevò la città di Siena a sede arcivescovile (19 aprile 1459) e canonizzò Caterina Benincasa (29 giugno 1461). La sua opera di pontefice si volse infine alla realizzazione di una grande crociata contro i Turchi allo scopo di liberare per sempre i Luoghi Santi, ma i suoi appelli furono accolti dai principi cristiani con scarso entusiasmo. Nel 1463, dopo aver tentato di convertire al cristianesimo Maometto II, il grande papa senese proclamo la Guerra Santa, ma morì ad Ancona dove si era recato per benedire le navi e gli armati che sarebbero dovuti partire per la crociata.

Prima che finisca la via Banchi di Sotto, accanto al palazzo Piccolomini Clementini si affaccia sullo slargo delle Logge del Papa la Torre dei Maconi (n.c. 73), che nella veduta di Francesco Vanni appare alta e svettante, benché fosse stata sbassata per ordine della Balia fin dal 12 luglio 1457.
 

(Ripreso da Alberto Fiorini, Siena, Edizioni Alsaba, 1991, pp. 319-20)